La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15027 del 4 giugno 2025, ha chiarito un punto cruciale per i datori di lavoro:
sono legittime le indagini riservate sul lavoratore se finalizzate ad accertare eventuali violazioni disciplinari, purché nel rispetto della procedura prevista dall’art. 7 dello Statuto dei Lavoratori.
In sintesi: l’investigazione preventiva è legittima se non si traduce in un’azione sanzionatoria occulta, ma resta funzionale alla corretta applicazione del procedimento disciplinare.
Questa pronuncia rafforza gli strumenti a disposizione del datore di lavoro, ma richiama anche alla necessità di:
- Agire con prudenza e proporzionalità
- Non violare la privacy né usare mezzi illeciti
- Garantire sempre il diritto di replica del lavoratore
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